Dal 24 febbraio 2026, molte merci importate negli Stati Uniti, compresi prodotti alimentari e bevande dall’Italia, sono soggette a un sovrapprezzo del 10%. Questa misura temporanea può influire sui costi di esportazione e sulla competitività dei prodotti italiani sul mercato statunitense. In questo articolo, spieghiamo cosa significa, chi è escluso e come prepararsi come esportatore.


Cos’è il sovrapprezzo del 10% sugli import USA?

Il sovrapprezzo è un dazio temporaneo applicato a quasi tutte le merci importate negli Stati Uniti. La misura è stata introdotta dall’amministrazione Trump utilizzando la Sezione 122 del Trade Act del 1974, che permette al Presidente di imporre tariffe per motivi legati alla bilancia dei pagamenti o a squilibri commerciali.

Caratteristiche principali:

  • Percentuale: 10% sulle merci importate
  • Durata: 150 giorni (fino al 24 luglio 2026, salvo proroghe)
  • Ambito: applicabile a molti settori industriali e prodotti alimentari

Perché è stata introdotta

La tariffa nasce principalmente come risposta a una sentenza della Corte Suprema USA, che aveva annullato precedenti dazi considerati illegittimi. Ufficialmente, l’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è stato:

  • Correggere squilibri percepiti nella bilancia dei pagamenti
  • Proteggere le industrie e i lavoratori americani

È importante notare che, sebbene le motivazioni politiche parlino di “protezione del mercato interno”, la misura ha una base legale specifica legata al Trade Act.


Chi è escluso dalla tariffa

Non tutte le merci sono soggette al sovrapprezzo. Alcune categorie escluse includono:

  • Prodotti agricoli selezionati: carne bovina, pomodori, arance
  • Farmaci e ingredienti farmaceutici
  • Veicoli e componentistica in casi specifici
  • Prodotti aerospaziali e elettronici critici
  • Alcuni minerali strategici, energia e fertilizzanti

Le esenzioni dipendono dai codici doganali HTSUS e dagli allegati ufficiali della proclamazione, quindi è essenziale verificarle caso per caso.


Food & Beverage: cosa cambia per l’Italia

Per i prodotti italiani come vino, olio, pasta, formaggi e conserve, la tariffa si applica salvo esenzioni specifiche. Gli esportatori devono quindi:

  • Controllare il codice doganale di ciascun prodotto
  • Verificare se rientra nelle categorie escluse
  • Pianificare i prezzi di vendita considerando il +10% di dazio

Consigli pratici per esportatori italiani

  1. Controllare i codici doganali HTSUS per ogni prodotto destinato agli USA
  2. Calcolare l’impatto del +10% sul prezzo di vendita e sulla competitività
  3. Verificare eventuali esenzioni o deroghe temporanee con il proprio broker doganale
  4. Aggiornarsi sulle possibili proroghe o modifiche dopo il 24 luglio 2026
  5. Mantenere documentazione completa: dichiarazioni ACE, certificazioni sanitarie e fitosanitarie

In sintesi

AspettoDettaglio
TariffaSovrapprezzo del 10% sulle importazioni USA
Base legaleSection 122 del Trade Act 1974
Durata150 giorni (fino al 24 luglio 2026)
EsenzioniProdotti agricoli selezionati, farmaci, elettronica, veicoli in casi specifici
Food & BeverageSi applica salvo esenzioni
ImpattoMaggior costo per importazioni italiane, necessità di verificare codici doganali

Conclusione e Call-to-Action

Questa tariffa temporanea può influire notevolmente sul costo e sulla strategia di export verso gli USA. Per minimizzare i rischi e preparare il vostro business: contatta uno dei nostri partners per verificare le esenzioni, calcolare l’impatto sui prezzi e pianificare la tua strategia commerciale.

Alysei Blogs